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Gen
29th

Roma (ma qualsiasi altro posto) è delle donne!

Author: Webmaster Yourpage | Categoria Blog Personale

Ho ricevuto la lettera che segue da Valentina. Abita non lontano da me. E ne condivido le paure ma la stessa voglia di non arrendersi e di tenermi stretta la città! E pretendere di vivere in uno Stato e una società civile!

quindi vi riporto quantodice!!

Ciao a tutt*,sono una ragazza di 25 anni che vive, lavora e studia in
una città bellissima come Roma, lontano dalla famiglia (sono di
Arezzo). Ogni giorno mi trovo a dover tornare a casa da sola in un
orario compreso tra le 18 e 21 - a seconda della mole di lavoro da
svolgere - e la paura c’è, sarei un’ipocrita se dicessi il contrario. A
volte in autobus penso a mia madre che pur di non dirmi che muore dalla
paura di sapermi da sola in giro, spende fior di quattrini per
“accompagnarmi” telefonicamente per tutta la strada, parlando del più e
del meno. Sabato sera il mio compagno era fuori Roma e io ho deciso di
andare al cinema con due amici, consapevole del fatto di dover poi
rincasare da sola con il notturno. E’ stato atroce sentire la voce
rotta di mia madre al telefono quando le ho detto che stavo uscendo, ma
eravamo entrambe tacitamente convinte che nessuna della due si sarebba
fatta sopraffare dalla paura. Io non sarei rimasta in casa e lei non mi
avrebbe mai chiesto di farlo. Perché lei ha lottato contro questo prima
di me, ha gridato, marciato, manifestato con altre compagne per cercare
di combattere la violenza contro le donne, per rendere lo sturpo un
reato, per ottenere una pena certa per i colpevoli, per non sentirsi
dire che “alla fine se l’hanno violentata qualcosa avrà fatto per
cercarsela no?!”. NO.NO. Alla fine non credo però che l’ultima cosa sia
stata debellata ma insomma…Forse non avrebbero voluto che le loro
figlie si trovassero di nuovo a combattere contro certi temi, certi
soprusi e purtroppo contro un certo modo di pensare. Ma questo non ci
deve assolutamente inibire, demoralizzare e soprattutto impaurire.
Anzi: ci deve rendere più forti di prima. Ci deve spingere a ribellarci
ancora una volta contro questa società che ci vuole fighe, tacco venti,
rossento lucido e sempre pronte a dire sì. IO NON CI STO. E se dico NO
E’ NO. E questo non ha nulla a che vedere con il moralismo del “darla
non darla”, ma col diritto di scegliere con chi andare. Mi sento ferita
e umiliata come donna e come individuo, per tutte le violenze che
quotidianamente le mie sorelle subiscono. Capisco,comprendo e
giustifico la rabbia della mia coetanea violentata l’ultimo dell’anno
che ha gridato di farsi giustizia da sola, in seguito alla notizia che
il suo stupratore aveva ricevuto, come misura cautelare, gli arresti
domiciliari in attesa del processo. Capisco il dolore dei genitori,
fratelli, fidanzati e amici di ogni donna violentata e abusata. Capisco
le donne che venerdì sono scese in strada a Guidonia e le ammiro per il
coraggio di aver gridato e scritto nei cartelli IO NON HO PAURA.
Purtroppo però, perdonatemi se potete, non tollero che alla violenza si
risponda violenza. Non tollero le ronde di Forza Nuova che hanno
promesso “taniche di benizina per bruciarli tutti” - gli immigrati -,
non tollero che si pretenda l’espulsione immediata per tutti gli
albanesi, romeni, rom indiani e chi più ne ha più ne metta. Questo per
dire che non TUTTI gli stranieri sono dei carnefici, degli stupratori
alcolizzati o pedofili. Vi vorrei ricordare Davide Franceschini, il
ragazzino di 22 anni che l’ultimo dell’anno ha stuprato quella ragazza
è ITALIANO come me, come te, come tutti noi. Ma non mi sembra che siano
state fatte ronde per picchiare i suoi amici e i suoi coetanei. Non mi
sembra che siano usciti articoli in cui si diceva che tutti i ragazzi
italiani di 20 anni sono stupratori folli. Io non voglio fare
l’avvocato difensore di nessun COLPEVOLE, di nessun colpevole. Ma degli
innocenti che hanno in comune con questi criminali solo la nazionalità
sì, mi autoproclamo avvocato difensore . Io PRETENDO che la giustizia
faccia il proprio corso, pretendo che ci siano PENE CERTE senza alcun
tipo di attenuante o di condono per qualsivoglia buona azione o
comportamento. PRETENDO che qualunque individuo di sesso maschile, a
prescidere dall’età – vorrei ricordarvi che non pià di dieci giorni fa
una bidella ha impedito in extremis che due o tre ragazzini di 14, 15 e
16 anni violentassero IN CLASSE una compagna di 13 anni – conosca e
condivida il significato della frase RISPETTO DEI DIRITTI DELLE DONNE.
E qui entriamo in gioco noi: madri, amiche, sorelle, cugine e
fidanzate. Noi che riusciamo a sopportare pesi e sofferenze enormi, noi
che abbiamo il coraggio di amare incondizionatamente senza se e senza
ma DOBBIAMO FARCI CARICO DI INSEGNARE PER PRIME IL RISPETTO PER NOI
STESSE. E dobbiamo farlo subito, scendendo in piazza, pretendendo il
SACROSANTO diritto di poter uscire per strada la sera, di poter
prendere i mezzi notturni senza correre il rischio di venir aggredite.
E TUTTO QUESTO NON IMPLICA IL FATTO DI METTERE SOTTO ASSEDIO MILITARE LE
NOSTRE CITTA’. Io non voglio uscire e trovare i militari sotto casa,
non posso vivere con questi immagini di guerra davanti agli occhi. Non
voglio passare da una paura ad un’altra. SIAMO O NON SIAMO IN UN PAESE
CIVILE? Dimostriamolo una volta per tutte porca miseria.
Un abbraccio a tutt*,
Valentina Faraone

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Tag: Blog Personale

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