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È morto Candido Cannavò, lo storico direttore della Gazzetta, oggi editorialista, aveva 78 anni. Domani camera ardente in via Solferino. Il cordoglio del Presidente della Repubblica
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Candido Cannavò è morto
Direttore ci manchi già
È morto Candido Cannavò, lo storico direttore della Gazzetta, oggi
editorialista, aveva 78 anni. Domani camera ardente in via Solferino.
Il cordoglio del Presidente della Repubblica
Candido Cannavò ha diretto la Gazzetta per 19 anni.
MILANO, 22 febbraio 2009 - Candido Cannavò è morto. Se
n’è andato questa mattina alle 8.48 alla clinica Santa Rita di Milano
dove era stato ricoverato giovedì scorso a seguito di una emorragia
cerebrale devastante che lo aveva colto proprio mentre era nella sede
della Gazzetta, in via Solferino a Milano. Aveva 78 anni e al suo
capezzale in queste ultime disperate ore, ha avuto la moglie Franca e i
tre figli Alessandro, Marilisa e Marco, ma fuori da quella camera
d’ospedale in realtà centinaia di migliaia di suoi lettori facevano il
tifo per lui, come testimoniato dai tanti messaggi pervenuti sulle
pagine di questo sito. Per commemorarlo oggi si fermerà per un minuto
tutto lo sport italiano.
n’è andato questa mattina alle 8.48 alla clinica Santa Rita di Milano
dove era stato ricoverato giovedì scorso a seguito di una emorragia
cerebrale devastante che lo aveva colto proprio mentre era nella sede
della Gazzetta, in via Solferino a Milano. Aveva 78 anni e al suo
capezzale in queste ultime disperate ore, ha avuto la moglie Franca e i
tre figli Alessandro, Marilisa e Marco, ma fuori da quella camera
d’ospedale in realtà centinaia di migliaia di suoi lettori facevano il
tifo per lui, come testimoniato dai tanti messaggi pervenuti sulle
pagine di questo sito. Per commemorarlo oggi si fermerà per un minuto
tutto lo sport italiano.
Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha
espresso la sua partecipazione al dolore della famiglia e al cordoglio
del mondo dell’informazione ricordando “il giornalista di lungo corso
che dalle colonne della Gazzetta dello Sport, di cui è stato per tanti
anni direttore, e dalle più diverse tribune mediatiche, ha raccontato
con passione e acutamente divulgato i valori di lealtà e di
competizione che hanno reso sempre più popolare il gioco del calcio e
lo sport italiano”. Il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini,
ha appreso “con sincera commozione” la notizia, sottolineando
l’autentica passione e il rigore di Cannavò, che ha affiancato il
giornalismo ad un forte impegno a favore della sua terra, la Sicilia,
“preoccupandosi di realtà sociali problematiche come quella delle
carceri e dei disabili”.
espresso la sua partecipazione al dolore della famiglia e al cordoglio
del mondo dell’informazione ricordando “il giornalista di lungo corso
che dalle colonne della Gazzetta dello Sport, di cui è stato per tanti
anni direttore, e dalle più diverse tribune mediatiche, ha raccontato
con passione e acutamente divulgato i valori di lealtà e di
competizione che hanno reso sempre più popolare il gioco del calcio e
lo sport italiano”. Il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini,
ha appreso “con sincera commozione” la notizia, sottolineando
l’autentica passione e il rigore di Cannavò, che ha affiancato il
giornalismo ad un forte impegno a favore della sua terra, la Sicilia,
“preoccupandosi di realtà sociali problematiche come quella delle
carceri e dei disabili”.
LA FAMIGLIA - “Era un grande lottatore e pensava di farcela anche questa volta”: sono le parole che il figlio Alessandro ripete
a quanti sono accorsi davanti alla clinica milanese, dove si è spento
il padre Candido. “Mio papà ha dato un grandissimo contributo in
termini di umanità e altruismo - ha detto Alessandro, uno dei tre figli
dell’ex direttore della Gazzetta dello Sport - e abbiamo ricevuto
straordinarie manifestazioni di affetto, anche da chi non lo aveva mai
conosciuto. Papà aveva attorno a sè una famiglia allargata, ai colleghi
e ai lettori e le manifestazioni di solidarietà e affetto ricevute in
questi giorni ci aiuteranno a colmare il vuoto”. Alessandro Cannavò
ricorda poi il papà come “un vulcano di progetti cui lavorava anche
nell’ultimo periodo. In questi giorni don Gino Rigoldi mi ha rivelato
che papà voleva realizzare con lui un giornale di sole notizie
positive. Un’idea che era proprio nella sua cifra”. Nel ricordo del
figlio, caporedattore al Corriere della Sera, ci sono “un paio di
insegnamenti fondamentali per la vita: spendersi, anche fisicamente,
senza risparmiarsi nelle cose ci appassionano; e trovare un lato
positivo anche in quelle più problematiche. Per quanto riguarda invece
il giornalismo - continua - da lui ho imparato lo stile nel raccontare
le cose, e quel lato di umanità che rende questo mestiere
meraviglioso”. Oltre a cronisti, operatori e fotografi, tra i primi ad
arrivare alla clinica, il direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio de
Bortoli, il direttore delle carceri lombarde, Luigi Pagano, e
Gianfelice Facchetti, figlio dello storico capitano dell’Inter,
Giacinto, amico fraterno di Cannavò.
a quanti sono accorsi davanti alla clinica milanese, dove si è spento
il padre Candido. “Mio papà ha dato un grandissimo contributo in
termini di umanità e altruismo - ha detto Alessandro, uno dei tre figli
dell’ex direttore della Gazzetta dello Sport - e abbiamo ricevuto
straordinarie manifestazioni di affetto, anche da chi non lo aveva mai
conosciuto. Papà aveva attorno a sè una famiglia allargata, ai colleghi
e ai lettori e le manifestazioni di solidarietà e affetto ricevute in
questi giorni ci aiuteranno a colmare il vuoto”. Alessandro Cannavò
ricorda poi il papà come “un vulcano di progetti cui lavorava anche
nell’ultimo periodo. In questi giorni don Gino Rigoldi mi ha rivelato
che papà voleva realizzare con lui un giornale di sole notizie
positive. Un’idea che era proprio nella sua cifra”. Nel ricordo del
figlio, caporedattore al Corriere della Sera, ci sono “un paio di
insegnamenti fondamentali per la vita: spendersi, anche fisicamente,
senza risparmiarsi nelle cose ci appassionano; e trovare un lato
positivo anche in quelle più problematiche. Per quanto riguarda invece
il giornalismo - continua - da lui ho imparato lo stile nel raccontare
le cose, e quel lato di umanità che rende questo mestiere
meraviglioso”. Oltre a cronisti, operatori e fotografi, tra i primi ad
arrivare alla clinica, il direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio de
Bortoli, il direttore delle carceri lombarde, Luigi Pagano, e
Gianfelice Facchetti, figlio dello storico capitano dell’Inter,
Giacinto, amico fraterno di Cannavò.
Frattanto è già stata allestita una camera ardente
all’interno della Clinica Santa Rita, dove oggi sarà possibile rendere
l’ultimo saluto al giornalista dalle 14 alle 21, con ingresso da via
Jommelli 13. Domani poi, Cannavò tornerà nella sua seconda casa: la
salma sarà trasferita alla camera ardente, aperta dalle 11, nella sede
Rcs di via Solferino 26, Sala Montanelli.
all’interno della Clinica Santa Rita, dove oggi sarà possibile rendere
l’ultimo saluto al giornalista dalle 14 alle 21, con ingresso da via
Jommelli 13. Domani poi, Cannavò tornerà nella sua seconda casa: la
salma sarà trasferita alla camera ardente, aperta dalle 11, nella sede
Rcs di via Solferino 26, Sala Montanelli.







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