Cremonese: dilaga sulla stampa la ipotesi riferita lunedì da “il Vascello”
Mondonico,
sarai tu il presidente grigiorosso?: “Non ho niente da dire”, un no
comment che non conferma ma neppure smentisce, la risposta quando le
acque in una fase delicata si muovono ma lo sbocco non è deciso
“Emiliano Mondonico, sarai tu il nuovo presidente della Cremonese?”
Una vera rivoluzione che porterebbe Emiliano Mondonico alla presidenza
della società e vedrebbe contemporaneamente Giovanni Arvedi nelle vesti
di patron del sodalizio ovvero non più in una posizione diretta di
vertice. Arvedi resterebbe comunque nell’aureola grigiorossa, forse
come finanziatore (d’altronde la sua ampia esposizione non può
escludere una autorevole presenza) o altrimenti in una posizion più
defilata, per esempio come sostenitore del settore giovanile, che è
stata poi la ipotesi di partenza della sua avventura in grigiorosso.
Nel
pomeriggio di lunedì, in occasione della festa per il 62° compleanno
tenutasi nella sala stampa dello stadio alla presenza di tutti i
giocatori, dello staff tecnico e medico, dei componenti operativi della
società e dei giornalisti, abbiamo chiamato Mondonico a rispondere
direttamente alla domanda al cuore della sensazionale svolta
societario, ancora ipotetica ma doverosamente di interesse
giornalistico pubblicata lunedì da “Il Vascello” e che oggi,
ovviamente, dilaga sulla stampa locale nel recupero del terreno perduto
(per la seconda volta, oltre tutto: si ricorderà che Il Vascello diede
per primo la notizia che Jaconi sarebbe stato sostituto da Mondonico,
ipotesi dapprima addirittura negata dall’entourage locale, ma sempre
tenuta viva e confermata da il Vascello, finchè non si è effettivamente
tradotta nella decisione reale).
Ebbene, sapete come il Mondo ha risposto? : “Non ho niente da dire“.
Non si può negare che Mondonico manchi di capacità dialettica. Avrebbe
potuto quindi rispondere negando tutto, esplicitamente. Perché non lo
ha fatto? Perchè Mondonico non ha confermato ma non ha neppure negato?
In campo diplomatico la risposta del Baffo di Rivolta equivale alla
classica risposta in situazione dove il quadro operativo è in movimento, ma non se ne prevedono gli sbocchi, è ancora tutto da definire. Il classico è ben noto “no comment”
appunto. Nel nostro caso l’ipotesi non è irreale ma può ancora capitare
che non se ne faccia nulla. Ed è ovvio che sia così. La stagione deve
dare qualche risposta, gli umori possono cambiare, una decisione
definitiva non si può pretendere adesso? Giusto domandarsi:, allora, se
la Cremonese va in B, l’umore del cavaliere prende un’altra piega? In
ogni caso, nel contempo un’imprenditore scafato come lui non può non
guardare avanti ed esaminare ogni piano risolutivo
La
stampa, deve pur dire oggi, e si sbizzarisce. Salta fuori ancora in
modo appropriato il nome di Calzaferri, il finanziare che non può non
considerare l’interesse per le aree attorno allo “Zini” e forse per uno
spostamento dello “Zini” stesso. Calzaferri medesimo dichiarò la scorsa
estate (calda) in una intervista a “Il Vascello” che giustamente lui va
dove fiuta l’affare ( si inventò persino… gelatiere” in società con
Fulvio Briatore ai Caraibi: ha raccontato il fatto lui stesso). Altri
scorgono un’ ombra di Fogliazza, e non solo di Arvedi alle spalle di
Mondonico, innsomma una girandola di voci di cui bsogna dare cenno ma
senza assurmersene la responsabilità.
Nessuno
però riferisce (e non potrebbe obiettivamente, dobbiamo dirlo per
tutelare la professionalità di tutti) di un’altro clamoroso episodio
che (purtroppo?) è ormai da ritenersi dfinitivamente concluso. Un
ennesimo capitolo ombra della ultracentenaria storia grigiorossa.
ARVEDI A INIZIO ANNO RIFIUTO’ DI INTAVOLARE LE TRATTATIVE CON UNA SOCIETÁ INTERNAZIONALE PER LA CESSIONE DELLA CREMONESE
Ecco
una ulteriore notizia in aqueste ore che la vox populi parla di un
eventuale sganciamento (diretto o indiretto) del cavalier Giovanni
Arvedi dalla Unione Sportiva Cremonese. Il nostro direttore, Antonio
Leoni, che da 51 anni segue i colori grigiorossi e che ebbe un suo
ruolo nel favorire il commissariamento della Cremonese con Luzzara e
Cottarelli, ai tempi della gestione del commendator Guido Maffezzoni, a
inizio d’anno è stato invitato a Parigi nel massimo segreto e
incaricato da una importantissima holding internazionale di sondare la
eventuale disponibilità del cavalier Giovanni Arvedi a una cessione in
toto della società grigiorossa.
L’impegno
(ovviamente mantenuto) era di non rivelare in alcun modo neppure allo
stesso Arvedi gli attori importatisimi della proposto. Ulteriori
dettagli sarebbero stati resi noti nella seconda fase, nel caso che il
cavaliere avesse aperto una sia pur minimo spiraglio.
La
holding faceva comunque sapere che il problema prioritario non era
l’entità finanziaria della richiesta eventuale di Giovanni Arvediper il
passaggio della Unione.
La
vendita, comunque doveva avvenire in toto. La figura di Giovanni Arvedi
sarebbe stata tutelata da una sua nomina a presidente onorario, anche a
vita, se avesse voluto.
Insomma, il
costo della Cremonese non era un elemento dirompente. Un fatto davvero
sensazionale, anche se è ovvio che poi, eventualmente, si sarebbe
trattato il prezzo, passando alle fasi dell’accordo operativo. Con
questi limiti e con tutte le cautele di segretezza garantite a Parigi
(dove il nostro direttore godeva evidentemnte i grande fiducia) Antonio
Leoni face i primi passi, rendendosi ben conto che la volontà di fare
partire la trattativa dal basso e dall’esterno, metteva al sicuro la
finanziaria internazionale da ogni indiscrezione decisamente prematura
e addirittura nella condizione di smentire una voce che fosse trapelata.
La
voce non trapelò. I passi furono compiuti, coivolgendo soltanto due
persone ai massimi livelli dello staff Arvedi. Ma ci fu poco da dire.
Arvedi rispose subito con un secco no a qualsiasi ipotesi del genere.
Risponderebbe altrettanto oggi?
La
società internazionale ha portato un po’ di pazienza, poi ha comunicato
ufficialmente al nostro direttore che adesso la Cremonese non interessa
più. Il segreto sulla sua identità resta, ovviamente. La trattativa è
svanita e si puo adesso scrivere senza tradire nessun segreto che è
stata tentata. Parigi è al corrente di questa nota.
Calzaferri,
Fogliazza, Modonico e altri che si faranno avanti (adesso che la vox
populi porta in ogni caso la Cremonese sul mercato), sono i nomi che
girano, che resta, che riappaiono. Vedremo dove si andrà a sboccare.
Ipotesi clamorosa per il futuro: Arvedi patron, Mondonico presidente!
di Alexandro Everet
Il futuro dei grigiorossi è tutto da decidere. Molto ovviamente
dipenderà dal finale di campionato della squadra di Mondonico,
dall’eventuale conquista dei playoff o meno. Nell’attesa, comunque,
circolano già molte voci sui possibili futuri assetti della società di
via Persico, legati alla volontà ovviamente del Presidente Arvedi ma
anche ai risultati. Tutti infatti ricordiamo le parole di Arvedi al
momento della presentazione di Mondonico (quando il numero uno
grigiorosso fece chiaramente capire che in caso di mancanza di
risultati a giugno sarebbero potuto cambiare molte cose). Indovinare
quali saranno i futuri scenari è molto difficile al momento ma noi
abbiamo raccolto una voce, da fonti che riteniamo affidabili, che
riteniamo giusto riportare. Secondo questa ipotesi, a giugno Arvedi
potrebbe defilare la sua posizione ritagliandosi un ruolo da patron,
come fanno molti altri proprietari di squadre di calcio (potremmo
citare molti esempi). In tal caso continuerebbe a finanziare la società
garantendo il futuro della squadra ma lascerebbe la gestione ordinaria
(gravosa per un uomo con molti impegni come Arvedi, specialmente in un
momento delicato per l’economia come questo) a un presidente designato
appositamente. Ed è qui che starebbe la novità clamorosa. L’uomo a cui
avrebbe pensato Arvedi sarebbe infatti nientemeno che Emiliano
Mondonico, proprio lui.
Un cambio di ruolo non nuovo nel mondo del calcio (lo fece per esempio
Zoff alla Lazio, passando dalla panchina alla presidenza) ma
sicuramente sorprendente. E che avrebbe però una sua logica: Mondonico
infatti è ormai un punto di riferimento per il presidente che in questi
due anni ha avuto modo di conoscerlo bene, pregi e difetti compresi.
Potrebbe quindi rappresentare un valido appoggio per la gestione della
società (anche se resta da chiarire a chi verrebbe affidata la gestione
tecnica della squadra), una persona sulla quale Arvedi potrebbe contare
sapendo già le sue inclinazioni e i suoi modi di ragionare (e non è
poco, in un mondo ambiguo e pieno di insidie come quello del calcio,
avere delle certezze).
E’ il caso di precisare comunque che si tratta solo di una ipotesi,
almeno per ora, e che altre possibili strade sono al vaglio della
dirigenza grigiorossa. Nell’attesa delle decisioni finali, ad ogni
modo, non ci resta che tifare affinchè la squadra faccia del suo meglio
sul campo. Per il bene di tutti.
Quando Mondonico divenne allenatore della Cremonese
Cinque promozioni dalla B alla A nel suo palmares
di Umberto Onofri
Come ha dettagliatamente scritto Alexandro Everet Emiliano Mondonico
festeggerà, il 15 Marzo allo ” Zini ” contro il Pergocrema, la
duecentesima panchina grigiorossa. Il mister esordì alla 32^ giornata,
il due Maggio 1982, del campionato di serie B pareggiando, 1-1, a
Lecce. Mondonico era subentrato a Guido Vincenzi dopo la sconfitta
interna, 25 Aprile, con il Foggia 0-1 rete di Sciannimanico all’ 89′.
La Cremonese, con soli 25 punti in classifica, era in piena zona
retrocessione e il presidente Luzzara si rivolse al suo ” pupillo ”
Mondonico. C’è un documento che testimonia questi momenti di ansia : si
tratta di una lettera dello stesso Mondonico pubblicata da” L’
Almanacco Grigiorosso ” diretto da Gabriele Beccari relativo al
campionato 1982/83. Riportiamo i punti salienti della lettera di
Mondonico che si rivela abile anche con la penna ” Ricordo come fosse
ora quella domenica sera : era il 25 aprile 1982, da poche ore la
Cremonese aveva alle spalle il disgraziato incontro giocato allo ” Zini
” col Foggia. La città tutta era immersa in un atmosfera da funerale.

Mondonico, Vialli, Luzzara, Mantovani e Miglioli
Figuriamoci
il clan grigiorosso. Ed io ero lì in casa del rag. Luzzara, il mio
Presidente. Un telefonata sul ” filo rosso ” mi aveva fatto accorrere
da Rivola d’Adda : il mister Vincenzi aveva dato forfait. Luzzara
voleva puntare su di me. La serie B sembrava sfuggire di mano alla
compagine grigiorossa. Anzi qualcuno diceva già : siamo precipitati in
serie C. La Signora Nanda, l’impareggiabile moglie del Presidentissimo
mi guardava negli occhi, quasi a leggervi l’assenso che, in verità,
tardava a farsi strada nel mio intimo. Accanto avevo anche il ” Vice ”
Miglioli, l’amico di sempre, e Pierino Donati ( responsabile del
Settore Giovanile nda ) l’uomo che mi aveva accompagnato nei primi
passi che avevo fatto da tecnico della Cremonese.
Che dissi ?. Cosa
pensai ?. In quel turbinio di emozioni, di parole piene di ottimismo
che mi venivano da destra e da manca, in quel ” terribile ” momento
venne fuori un ” si “, ma sottovoce : quasi mi vergognavo. Ma dentro
sentivo spingere, forte forte, una molla.
Era l’entusiasmo, era la voglia di fare, era il desiderio di porgere a
Luzzara ed a tutti quanti ciò che ritenevo di poter dare : tutto me
stesso “. Mondonico prosegue, con sentimento e trasporto ” Fu così
dunque, che feci il passo . Adesso sono qui. Ed a loro, al rag.
Luzzara, alla signora Nanda. a Miglioli ed a Donati grazie, ma grazie
davvero per avermi aiutato, per avermi convinto. Il merito per quanto
oggi raccogliamo è anche, e molto, dovuto a loro “. Mondonico traccia
un profilo di alcuni giocatori ” Da Pionetti, che in campo porta il n°
! a Galbagini il ” pivello ” della compagnia sono tutti meravigliosi.
Il ” professor ” Bencina che catalizza un pò gli umori di tutta la
squadra, capitano in campo e fuori, il ” veterano ( di maglia
grigiorossa ) Finardi che macina l’erba del rettangolo col suo
sinistraccio imprevedibile che ogni tanto va a segno ; il fulvo Bonomi
dalla tecnica individuale raffinata ; il brontolone Boni, forse troppo
spesso in panchina, ma lottatore coi baffi ( non solo in senso
metaforico ) quando lo chiamo all’impegno “.
Mondonico ricorda, oltre ai giocatori, altri personaggi della Cremonese
” l’amico Bettoli, il dott. Anselmi, i massaggiatori Bigio Rossi e
Rivetti, il magazziniere Ernesto Taino. E poi il d.s. Morselli, la
ragioniera Lalla, il ragionier Ugo Fergnani “. Mondonico non può
dimenticare il pubblico e i ” suoi ” boys e scrive così ” Che pubblico,
gente !. Questo sì che si sente!. D’ obbligo il riferimento primo a
quelli della curva Nord ( nell’estate del 1984 il tifo si sposterà
nella curva Sud nda ) , i boys. D’accordo che qualche volta ci scappa
la parolina in più o qualcos’ altro. Ma loro sono giovani e esuberanti.
E forse, appunto perchè boys, un pò pazzi. Li comprendo e li ringrazio.
Perchè mi sono stati vicini, sempre “. Mondonico dice la sua anche
sulla stampa locale ” E la stampa locale ?. Lo so, io non sono mai
soddisfatto,alle volte mi lascio prendere dalla voglia matta di dire
quello che non dovrei mai dire. Chiedo venia. Ma tutto serve, amici
giornalisti. Ci sentiamo uniti o no ? “. Mondonico ha ottenuto ben
cinque promozioni dalla serie B alla serie A : Cremonese, 1983/84,
Atalanta 1987/88 e 1994/95, Torino 1998/99 e Fiorentina 2003/04. Con il
Torino ha vinto la Coppa Italia nel 1992/93.






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