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Apr
13th

Stalin ed il massacro di Katyn

Author: Webmaster Yourpage | Categoria Blog Personale



Il massacro della foresta di Katyn, noto anche più semplicemente come Massacro di Katyn, avvenne durante la seconda guerra mondiale e comportò l’esecuzione di massa, da parte dell’Unione Sovietica,
di soldati e civili polacchi. L’espressione si riferì inizialmente al
massacro dei soli ufficiali polacchi detenuti del campo di prigionia di
Kozielsk, che avvenne appunto nella foresta di Katyn, vicino al
villaggio di Gnezdovo, a breve distanza da Smolensk.
Attualmente l’espressione denota invece l’uccisione di circa 22.000
cittadini polacchi: i prigionieri di guerra dei campi di Kozielsk,
Starobielsk e Ostashkov e i detenuti delle prigioni della Bielorussia e Ucraina occidentali, fatti uccidere su ordine di Stalin nella foresta di Katyn e nelle prigioni di Kalinin (Tver), Kharkov e di altre città sovietiche.

Molti polacchi erano stati fatti prigionieri a seguito dell’invasione e sconfitta della Polonia da parte di tedeschi e sovietici nel settembre 1939. Vennero internati in diversi campi di detenzione, tra cui i più noti sono Ostashkov, Kozielsk e Starobielsk.
Kozielsk e Starobielsk vennero usati principalmente per gli ufficiali,
mentre Ostashkov conteneva principalmente, guide, gendarmi, poliziotti
e secondini. Contrariamente ad una credenza diffusa, solo 8.000 dei
circa 15.000 prigionieri di guerra di questi campi erano ufficiali.

L’eccidio di Katyn fa riflettere perché da esso emergono aspetti
della dittatura staliniana che è stato a lungo imbarazzante
riconoscere, vale a dire il carattere fortemente repressivo e le
tendenze imperialistiche. Il massacro rispondeva ad una logica ben
precisa di ulteriore indebolimento della Polonia appena asservita.
Infatti, poiché il sistema di coscrizione polacco prevedeva che ogni
laureato divenisse un ufficiale della riserva, il massacro doveva
servire ad eliminare una parte cospicua della classe dirigente
nazionale. Tutto ciò nel quadro di una spartizione della Polonia tra Germania ed URSS,
due potenze che rappresentano due sistemi culturali ed ideologici
opposti ed antitetici, ma che, per circa 2 anni e fino al giugno 1941,
furono legate dal patto Molotov-Von Ribbentropp, che stabiliva la non
aggressione reciproca e la spartizione della Polonia e dei Paesi
Baltici.

Il 5 marzo 1940, secondo un’informativa preparata da Lavrentij Beria (capo della polizia segreta sovietica) direttamente per Stalin, alcuni membri del politburo dei SovietStalin, Vyacheslav Molotov, Kliment Vorošilov, Anastas Mikojan,
e Beria stesso – firmarono un ordine di esecuzione degli attivisti
“nazionalisti e controrivoluzionari” detenuti nei campi e nelle
prigioni delle parti occupate di Ucraina e Bielorussia. L’ampia
definizione del capo d’accusa comportò la condanna a morte di una parte
importante dell’intellighentsja
polacca, oltre a poliziotti, riservisti e ufficiali in servizio attivo.
Morirono oltre 22.000 uomini, compresi circa 15.000 prigionieri di
guerra.

La scoperta del massacro nel 1943 causò l’immediata rottura delle relazioni diplomatiche tra il governo polacco in esilio a Londra e l’Unione Sovietica. L’URSS negò le accuse fino al 1990, quando riconobbe nell’NKVD la responsabile del massacro e della sua copertura.

I preparativi sovietici

Appena due giorni dopo l’invasione della Polonia, il 19 settembre 1939,
il Commissario di Primo Grado della Sicurezza di Stato (il Ministro per
gli Affari Interni), Lavrentij Beria riunì il Consiglio dell’NKVD per i
prigionieri di guerra e gli internati (presieduto dal Capitano della
Sicurezza dello Stato, Pyotr K. Soprunenko) ordinando l’apertura dei
campi di detenzione per i prigionieri polacchi. Questi erano i campi
di: Jukhnovo (stazione ferroviaria di Babynino), Yuzhe (Talitsy), Kozielsk, Kozelshchyna, Oranki, Ostashkov (Isola Stolbnyi, sul Lago Seliger, vicino a Ostashkov), Putyvli (stazione ferroviaria di Tetkino), Starobielsk, Vologod (stazione ferroviaria di Zaenikevo) e Gryazovets.

Nel periodo dal 3 aprile al 19 maggio 1940
oltre 22.000 prigionieri di guerra vennero assassinati: circa 6.000
provenivano dal campo di Ostaszków, circa 4.000 da Starobielsk, circa
4.500 da Kozielsk e circa 7.000 dalle parti occidentali di Ucraina e
Bielorussia.

Solo 395 prigionieri vennero salvati dal massacro. Furono portati al
campo di Yukhnov e quindi a Gryazovets. Furono gli unici a sfuggire
alla morte.

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