“Un movimento dentro l’altro”.
Questo mi disse allora il minuscolo (fisicamente) Tada Hiroshi, mentre cercavo inutilmente di proiettarlo in una tecnica chiamata “Udekimenage”.
Difficile per un ragazzino capire cosa intendesse quel dannato giapponesino, eppure la differenza tra i suoi movimenti e i miei non era difficile da cogliere; più o meno la stessa che si può trovare tra quelli di un papero e quelli di Nureyev.
Quale che fosse il segreto, allora mi sfuggiva.
Esiste un “Tai Sabaki”, un passo di base, nell’aikido che consiste nel fare un passo avanti con un piede e usarlo come perno per…






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